lunedì 29 gennaio 2018

I giorni della merla


Gli ultimi tre giorni di gennaio sono detti "I giorni della merla", ci sono diverse leggende che ne spiegano il perchè; io, da buona milanese,  vi racconto questa leggenda, legata alla città di Milano : 

Tanto, tanto tempo fa a Milano ci fu un inverno molto rigido.

La neve scendeva dal cielo e copriva tutta la città, le strade, i giardini.
Sotto la grondaia di un palazzo in Porta Nuova c’era il nido di una famigliola di merli, che a quel tempo avevano le piume bianche come la neve. 
C’era la mamma merla, il papà merlo e tre piccoli uccellini, nati dopo l’estate.
La famigliola soffriva il freddo e stentava a trovare qualche briciola di pane per sfamarsi, perché le poche briciole che cadevano in terra dalle tavole degli uomini venivano subito ricoperte dalla neve che scendeva dal cielo.
Dopo qualche giorno il papà merlo prese una decisione e disse alla moglie: “Qui non si trova nulla da mangiare, se continua così moriremo tutti di fame e di freddo. 
Ho un’idea, ti aiuterò a spostare il nido sul tetto del palazzo, a fianco a quel camino, così mentre aspettate il mio ritorno non avrete freddo. 
Io parto e vado a cercare il cibo dove la neve non è ancora arrivata”.
E così fu fatto: il nido fu messo vicino al camino e il papà partì. 
La mamma e i piccoli uccellini stavano tutto il giorno nel nido, scaldandosi tra loro e anche grazie al fumo che usciva tutto il giorno dal camino.
Dopo tre giorni il papà tornò a casa e quasi non riuscì più a riconoscere la sua famiglia! Il fumo nero che usciva dal camino aveva colorato di nero tutte le piume degli uccellini!
Per fortuna da quel giorno l’inverno divenne meno rigido e i merli riuscirono a trovare cibo sufficiente per arrivare alla primavera.
Da quel giorno però tutti i merli nascono con le piume nere e, per ricordare la famigliola di merli bianchi divenuti neri, gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono detti “I tre giorni della merla”.



sabato 27 gennaio 2018

Giornata della Memoria.

Ho trovato nel web questa poesia di Joyce Lussu, si intitola "Un paio di scarpette rosse", non la conoscevo e mi ha commossa.
Eccola, la pubblico senza aggiungere nessun commento, perchè in queste parole c'è già tutto : 

Un paio di scarpette rosse
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’ eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
Joyce Lussu



giovedì 25 gennaio 2018

Brüsa la Giöbia


Questa è la sera in cui si brucia la Giobia, la vecchia, la strega! 
E' una festa tradizionale molto popolare nell'Italia Settentrionale, soprattutto in Brianza, Altomilanese, Varesotto e Comasco.
Con la Giobia dovrebbero bruciare anche tutti i malanni dell'inverno, per favorire l'arrivo della bella stagione.

Le Giobia sono state create da associazioni, scuole e rioni, utilizzando gli  stracci e la  paglia  e sono state esposte tutto il giorno nelle piazze. 

Stasera ci saranno i falò e, come da tradizione, si mangerà il risotto con la luganiga (salsiccia) e speriamo che questo rito sia d'inizio per la bella stagione.





(alcune Giobie di Busto Arsizio)


lunedì 22 gennaio 2018

LA PAISIBLE AWARD, PREMIO AUDREY HEPBURN.


 (Fiori di Audrey Hepburn - olio su tela - 1969 - proprietà di Sean Hepburn Ferrer)



Ringrazio la cara amica Sciarada del blog "Anima Mundi" che mi ha donato
"LA PAISIBLE AWARD, PREMIO AUDREY HEPBURN" 

che nasce da un'idea di Mariella del blog "Doremifa-sol, libri e caffè"
 per il 25° anniversario della morte di Audrey Hepburn,
 avvenuta il 20 gennaio 1993


"La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa nè dall'aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perchè quella è la porta del suo cuore,il posto nel quale risiede l'amore." 

(A. Hepburn)


A questo punto devo nominare cinque amiche meritevoli di questo premio.
Senza far torto a nessuno, scelgo cinque amiche che, mi sembra, non abbiano ancora ricevuto il premio e che, sicuramente, lo meritano : 


Tissi del blog Era la mattina di Natale
Fioredicollina del blog Casalinga per caso
Bruna del blog Il blog della nonna Bruna
Robby Roby del blog Hay Linn Bau Bau
Ale del blog Il blog di Ale

sabato 20 gennaio 2018

Tradizioni popolari



Nella parte di Pianura Padana, dove vivo, gennaio è un mese ricco di tradizioni: i mercanti della Neve, La Gioeubia, la Merla.

I mercanti della neve sono tre santi, nei cui onomastici la tradizione vuole siano più probabili le nevicate e sono Mauro, Marcello e Antonio (15, 16 e 17 gennaio), però, anche quest'anno,  di neve nemmeno un pizzico.
Al mio paese si festeggia, in particolare, San Mauro e, in questa occasione arrivano le bancarelle che vendono i marroni, lunghe file di castagne secche, provenienti dalla zona di Cuneo .
Quella che ho acquistato io è corta ed è quella in foto, ma ce ne sono di lunghissime !!





Giovedì prossimo invece ci attende la tradizione della Gioeubia.
Si tratta di un fantoccio di vecchia donna che viene bruciato su un falò con l'augurio di bruciare tra le fiamme l'anno vecchio e l'inverno. 
Il piatto tipico di questa ricorrenza è il risotto con la luganiga cioè la salsiccia.
Il fuoco dei falò ci ha scaldati alla vigilia della festa di Sant'Antonio (i falò di Sant'Antonio), in ricordo della sua discesa negli Inferi per rubare il fuoco al diavolo e scaldarsi.
Credo che sia soprattutto in inverno che le ricorrenze della tradizione cristiana si mischino con i riti propiziatori pagani e a me piacciono queste antiche tradizioni, che erano molto più sentite al tempo dei miei nonni. 
Forse anch'esse stanno, un pò per volta, scomparendo e i bambini di oggi fanno festa sì, ma senza saperne l'antico significato. 
A fine mese infine ci saranno i giorni della merla, ma questa è una  storia, che, forse,  vi racconterò più avanti.




domenica 14 gennaio 2018

Benessere


Il giorno prima di farmi male, a fine novembre, mi sono recata a una fiera del benessere olistico, della medicina naturale, del vivere etico.

Qui c'era tutto ciò che ha a che fare con questi temi e si organizzavano corsi e sedute con esperti per migliorare il nostro stile di vita e il nostro benessere spirituale e morale.

Ho guardato, ascoltato, cercato di capire un pò di più di questo mondo del quale conosco poco e nel quale, forse, neanche credo molto.
In particolare, mi hanno incuriosito le "campane tibetane" e i benefici che possono derivare dal loro suono. 


So che le campane tibetane sono ottimi strumenti per rilassarsi, meditare, fare yoga e ginnastica ma anche per energizzare l'acqua e fare massaggi sonori.

Ecco, forse bisognerebbe crederci e provare , sotto la guida di persone serie ed esperte ... se effettivamente così fosse, sarebbe una buona cosa ma sono molto scettica.

Voi avete esperienza di qualche cosa di simile ?

Nella prima foto ci sono le campane tibetane, che non vanno suonate come le altre campane ma capovolte .

Vi mostro qualche foto:






martedì 9 gennaio 2018

Macchia

Oggi voglio mostrarvi le foto del mio gattino Macchia che,  da quando è arrivato a casa mia a fine ottobre  ad adesso, è diventato grande !!
Questa è la sua prima foto con me, la sera che è arrivato piccolo e spaventato, aveva trenta giorni di vita e non faceva altro che nascondersi:




Poi ha incominciato a fidarsi e a prendere confidenza con la sua nuova casa, ha scoperto i letti e le poltrone su cui dormire tutto il giorno al caldo (e lasciamo perdere di quante volte ci ha fatto pure la pipì sopra):




Ora son quasi tre mesi che vive con me ed è diventato un bellissimo micio, viziato e coccolato .
Per fortuna non fa più la pipì su letti e divani ( a parte il piccolo incidente di stamattina ma è stato un caso che non si ripeterà, vero Macchia ?! Non guardarmi cosi !!).




E' molto pauroso e, nonostante abbia tutto il giardino per sè, senza di me non esce (veramente la gatta dei nostri vicini lo ha aggredito subito, appena lo ha visto, tanto per mettere in chiaro chi comandava !)



In questo periodo in cui sono stata immobilizzata , è stato una compagnia e ne ha approfittato per dormire al caldo e farsi coccolare.
Ecco il mio Macchia, ora  ( Scendi subito dal  mio letto !!!): 





Sono o non sono bello ???

venerdì 5 gennaio 2018

La leggenda della Befana


Re Magi stavano andando a Betlemme per rendere omaggio al Bambino Gesù.
Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere.
Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina.
I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme perché là era nato il Salvatore.
La donna, che non capì dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione.
I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perché aveva molto lavoro da sbrigare.
Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù.
Ma nonostante li cercasse da ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino.
E così ogni anno, la sera dell’Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c’è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece è stato birichino!



(immagine e testo dal web)


Con questo fine settimana si chiude il periodo natalizio;  del resto "l’ Epifania tutte le feste porta via!"

Quindi passate in allegria questi ultimi giorni di festa, che poi si torna al lavoro !!  Auguri !